Il Veneto, terra di migrazione. A cura del Prof. Michele Santuliana

Ago 17 2016

Il Veneto, terra di migrazione. A cura del Prof. Michele Santuliana

In un’epoca  segnata da insicurezza, paura e flussi di massa di persone in fuga dalla guerra o dalla miseria, parlare di migrazioni in modo serio e consapevole risulta tutt’altro che semplice. In un’intervista apparsa sul “Corriere della sera” del 26 luglio scorso, il noto filosofo e sociologo Zygmunt Bauman, riflettendo sulle radici dell’insicurezza che pervade il nostro quotidiano, ribadiva che esse «affondano nel nostro modo di vivere, sono segnate dall’indebolimento dei legami interpersonali, dallo sgretolamento delle comunità, dalla sostituzione della solidarietà umana con la competizione senza limiti, dalla tendenza ad affidare nelle mani di singoli la risoluzione di problemi di rilevanza più ampia, sociale». Un’analisi epigrammatica, lucida e che dovrebbe stimolare una riflessione. Tuttavia riconoscere le relazioni fra fenomeni di cui parla Bauman richiede una capacità di analisi che spesso manca.

In un panorama così complesso, in cui spesso è più facile (o comodo) dividere senza analizzare le sfumature e trovare un capro espiatorio su cui riversare la colpa di tutti i mali piuttosto che cercare soluzioni, ripercorrere alcune tappe del passato può offrire se non una soluzione, almeno un punto di partenza per una riflessione sull’oggi.

Migrazioni, appunto. Viviamo in una regione – il Veneto – che per millenni è stata terra di passaggio per merci, persone e interi popoli. Già i miti antichi segnalano questo. Tito Livio, storico romano d’età augustea originario di Patavium, l’odierna Padova, racconta che le genti venete ebbero origine, al pari di quelle di Roma, da un profugo proveniente da Troia. Dopo la distruzione della propria patria ad opera dei Greci, in Veneto il leggendario eroe Antenore trovò per sé e per i propri compagni una nuova patria, fondando proprio la città che aveva dato i natali allo storico. Padova come Roma, insomma, la Roma che, come narra il poeta Virgilio nella sua Eneide, ebbe origine dall’arrivo nel Lazio del profugo troiano Enea.

Lasciando il mito per entrare nella storia, sappiamo che nell’antichità attraverso il Veneto passavano prodotti e popoli provenienti soprattutto dal nord Europa. Dal Baltico, attraverso la Germania e le Alpi, passava per il Veneto uno dei rami della cosiddetta “Via dell’ambra”, un sistema di reti commerciali che recava la preziosa resina fossile fino al Mediterraneo. A livello commerciale l’emporio etrusco di Spina, sul delta del Po, rappresentava un punto di incontro straordinario fra popolazioni diverse quali Etruschi, Veneti, Greci, Celti e altri ancora.

Ma, come detto, oltre ai commerci passavano per il Veneto persone e interi popoli. Nel quarto secolo una parte del Veneto fu toccata dalla calata dei Celti che, nella loro corsa verso sud, giunsero nel 390 a.C. a saccheggiare Roma, con sommo orrore dei Romani. Forse qualcuno ricorderà dalle elementari l’episodio leggendario delle oche del Campidoglio. Ecco, esso avvenne in quel frangente.

Se la cosiddetta civiltà atestina, che si sviluppò in Veneto e che splendide testimonianze ha lasciato di sé (basterà una visita ai musei di Este e Adria per rendersene conto), fu essenzialmente stanziale, essa subì a partire dal II secolo a.C. l’influsso sempre più forte di una civiltà che dal centro Italia stava procedendo alla conquista dell’intera penisola: i Romani. Con la romanizzazione della regione venne sancito un lungo periodo di stabilità politica e di prosperità economica, che ebbe termine solo a partire dal III secolo d.C., quando, con la lenta ma inarrestabile crisi dell’Impero, il Veneto tornò ad essere terra di passaggio per le popolazioni provenienti dalle aree germanica e danubiana.

Fine prima parte.

Link per approfondimenti

http://www.italicando.it/storia-del-paleoveneto.html

https://www.google.it/search?q=antenore+padova&biw=1280&bih=887&site=webhp&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwiDw7HStZPOAhUJI8AKHSNUD-cQ_AUIBigB#tbm=isch&q=civilt%C3%A0+atestina&imgrc=iu9r3_F-iT-YcM%3A

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