Le origini dei cognomi. Prima parte. A cura del Dott. Giorgio Pretto, Genealogista e Storico Vicentino.

Stemmi famiglie vicentine
Mag 28 2016

Le origini dei cognomi. Prima parte. A cura del Dott. Giorgio Pretto, Genealogista e Storico Vicentino.

Molto spesso ci si interroga sull’origine del proprio nome e/o cognome, ma raramen te ci si chiede cosa siano veramente questi due appellativi. Proviamo per esempio a sfogliare un dizionario qualsiasi e controlliamo le due definizioni. Per quanto riguarda il nome, il prestigioso dizionario Sabatini Coletti dà la seguente definizione: appellativo che designa individualmente una persona all’interno di un nucleo familiare[1]. L’idoneità di questa definizione risulta immediata a una semplice verifica, infatti essa si basa sulla necessità di dover differenziare una persona da un’altra chiamandola appunto in un modo differente. Il discorso per quanto riguarda il cognome è invece un po’ più complicato. In effetti, se basta già il nome a differenziarci gli uni dagli altri, a cosa serve quindi il cognome? Non basterebbe semplicemente continuare a inventare nomi diversi o ampliare lo spettro dei nomi possibili per differenziarci gli unistemma quinto dagli altri? Vediamo he definizione dà il Sabatini Coletti di cognome: nome della famiglia che accompagna il nome proprio.Stemma_Trissino La definizione è interessante per due aspetti: i) il cognome è tale in funzione di un nome e ii) identifica il nome di una famiglia. Da queste due definizioni e da quanto detto, possiamo trarre la seguente conclusione: il nome serve per distinguere la persona, mentre il cognome serve per distinguere la famiglia. E ovviamente, se non ci sono le persone non c’è nemmeno la famiglia, da cui deriva la preminenza del nome nei confronti del cognome.stemma.php

Il nome c’è quindi sempre stato, perché da quando esistono le persone esiste pure il bisogno di distinguerle l’una dall’altra. Ma il cognome? Il cognome è legato al concetto di famiglia (in antropologia si potrebbe dire di tribù, clan, fratria, etc.) e si è presumibilmente sviluppato contestualmente a quello. Ripercorrere la storia del cognome significherebbe ripercorrere la storia del concetto di famiglia, e questo ci porterebbe decisamente fuori strada. Senza divagare troppo, passiamo subito a indagare per quanto riguarda la nostra cultura dove nasce il cognome.

Come una buona parte del nostro patrimonio culturale (massimamente per il vocabolario), anche il nome e il cognome hanno genitori latini, vale a dire i tria nomina. Questi erano i tre nomi (praenomen, nomen ecognomen) che nel mondo latino servivano a differenziare le persone tra di loro in base a determinate caratteristiche. Il praenomen era il nostro attuale nome, si riceveva alla nascita e veniva usato prevalentemente in famiglia o tra amici stretti. Da notare che questo uso si è conservato in Francia, dove si usa prénom per indicare il nome della persona. Il nomen potrebbe essere grossomodo paragonato al nostro attuale cognome, ma per i latini era associato al concetto di gens piuttosto che a quello di famiglia, ovvero a un gruppo parentale piuttosto ampio fondato sulla condivisione di un antenato comune. Se ci spostiamo ancora in Francia, nom identifica infatti il nostro cognome (nom è l’abbreviazione di nom de famille). Infine, cognomen era alBissaril’inizio un soprannome legato molte volte a una propria caratteristica fisica, quindi individuale (cicerone per esempio deriva da cicer vale a dire cece), che con il passare del tempo ha iniziato a essere tramandato da genitore a figlio, contribuendo a differenziare le famiglie stesse all’interno dellagens di appartenenza. Ça va sans dire, i tria nomina erano prerogativa dei nobili romani, al stemma Valdagnipopolo bastava molte volte solo il praenomen.

Parlando sempre a livello popolare, con il passaggio dall’antichità all’alto medioevo dei tria nomina latini si è conservato solo l’uso del praenomen, vale a dire il nome che viene dato all’individuo al momento della nascita. Gli altri due (nomen e cognomen), sembrano almeno ufficialmente scomparsi. Gli atti notarili dei secoli XIV-XVI riportano infatti solamente il nome delle persone che stipulano per esempio un contratto, ma non il loro cognome (esclusi ovviamente i nobili i quali ne adottano uno appena possono). Ma come faceva per esempio il notaio di turno a raccapezzarsi allora solamente con i nomi delle persone? Si solito aveva due strade: i) dire chi era il padre e a volte il nonno (per esempio Zuanne di Antonio di Zuanne) oppure ii) usare un toponimo (Zuanne da Thiene, da Maxone, da Angaran, etc.). Questa seconda strada è stata scelta molte volte dai nobili che hanno adottato come cognome il nome della località in cui avevano possedimenti o risiedevano (Thiene, Angaran, Breganze, Trissino, etc.). Fino al 1500 inoltrato, almeno nella maggior parte dei casi, non si è sentito il bisogno di introdurre il cognome per quanto riguarda il popolo. Cosa è successo allora che ha scatenato questa necessità?

Nella prossima parte il Dott. Pretto, genealogista e storico Vicentino ci racconterà in che contesto  storico il cognome è stato introdotto in Italia. Alla prossima!

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