La donna è Mater-Matrice-Materia depositaria dell’amore e della bellezza

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Dic 14 2015

La donna è Mater-Matrice-Materia depositaria dell’amore e della bellezza

Quanto di più speranzoso c’è che generare “vita”? Il mese di maggio è il mese della maternità nonché il mese mariano dedicato alla nostra patrona, Maria immacolata. Noi dedichiamo questo articolo alla maternità e a tutte le donne che sono avvolte nel mistero del verbo-luce, oltre a tutti i reparti di ostetricia perché per noi, donne neo mamme, sono un punto di riferimento importantissimo.
La Treccani nel significato di Maternità: la condizione dell’essere madre: il desiderio, l’attesa della maternità. Ancora, maternità cosciente, voluta con atto di libera scelta, non affidata cioè al caso.
Il “caso” vuole che la razza umana si perpetui tramite la maternità. Una responsabilità. Fin dal neolitico la conseguenza alla maternità viene compresa nella sua indispensabilità, il ruolo di madre nel corso della storia prend una connotazione di carattere sacrale. Legato alla fecondità della terra, il concetto del “generare la vita” viene sospinto dall’esigenza di sopravvivenza della specie. Da qui nasce il concetto di maternità non inteso come possiamo trovarlo in natura e nel mondo animale, bensì come affermazione del genere umano.
Maternità in antichità
In India, nei templi vedici, la donna era sacerdotessa dell’altare domestico a cui veniva insegnata la scienza della vita coniugale e l’arte della maternità che prevedeva l’educazione esclusiva del bambino fino ai sette anni, riti fondamentali per l’iniziazione femminile deve veniva insegnata, oltre alle regole e consigli in ambito sessuale e per la procreazione, l’igene fisica e morale durante la gravidanza; in Egitto in Iside è innalzata la figura femminile a custode del bambino che deve ancora nascere. Ancora. Maria-Vergine, lucente del mistero dell’incarnazione, allatta suo figlio-Il simbolismo dell’allattamento divino e il suo carattere sacro è una costante dell’iconografia cristiana (per esempio nella nostra chiesa di S. Corona possiamo ammirare la pala della Madonna delle stelle)- e ne cura l’educazione e l’istruzione lei stessa.
Intervista al Dott. Alosi, pediatra
Nella società moderna nostra oggi, la maternità ha assunti connotati diversi. Come in breve è stato sopra descritto possiamo affermare che in antichità era vivida la consapevolezza di come la maternità fosse apoteosi; oggi è una conquista. Dare la luce ad una vita oggi ha lo stesso percorso di quando sono nati Gesù, Krishna o Mosè ma cos’è cambiato? Chiediamo a chi con e nella maternità ha a che fare tutti i giorni: Intervista al Dott.
Cos’ è l’imprinting materno?
Per rispondere alla domanda in maniera sintetica si può dire che è una forma di apprendimento possibile in un determinato arco temporale dopo la nascita. Esso fissa nella memoria del neonato le caratteristiche di chi sarà la figura principale che accudirà il piccolo cioè la mamma. Grazie all’imprinting la consuetudine della presenza della mamma fissa nella memoria del piccolo le sue caratteristiche, la sua voce, l’odore del latte e così impara chi e cosa è la sua mamma, nessuno gli ha mai “spiegato” prima, tutto ciò ma dopo nato, attraverso questo meccanismo di apprendimento lo impara mano a mano che trascorre i giorni a stretto contatto con la stessa figura parentale. Spesso la presenza di numerose ed invadenti figure adulte che ruotano attorno al piccolo o l’utilizzo di prodotti chimici o un carico di stimoli sensoriali eccessivi può interferire in questo processo ed occorrono giorni o mesi affinché il piccolo comprenda chi è la sua mamma, spesso ciò viene appreso in maniera superficiale e non approfondita limitando il processo successivo del rapporto fra mamma e figlio che è il cosiddetto attaccamento.

Il fine stesso della maternità è la nascita così come il taglio del cordone ombelicale è il rito iniziatico al nascituro….
La sua interpretazione?
I rituali attorno al taglio del cordone ombelicale sono molto antichi. In genere in passato avveniva ore o giorni dopo la nascita ed indicava la separazione del piccolo dalla madre affinché potesse essere riconosciuto ed entrare nella piena potestà paterna. Il taglio ritengo che sia un atto di appropriazione da parte del padre, se vogliamo dare una interpretazione antropologica, di presa di possesso del neonato che altrimenti sarebbe da considerare ancora di pertinenza esclusiva materna. Nelle epoche moderne a causa di una eccessiva medicalizzazione del parto i tempi ai quali viene effettuato il taglio del cordone ombelicale si sono abbassati a pochi secondi dopo la nascita e mai pratica fu più dannosa per la salute del neonato. Per parlare diffusamente di tale argomento occorrerebbero molte ore e si sosterrebbero argomentazioni opposte all’opinione comune. Tuttavia è indubbio che il neonato ha numerosi benefici dalla presenza della placenta attaccata al cordone ombelicale lasciato intatto per ore o giorni dopo la nascita senza alcuna controindicazione. La pratica del taglio precoce del cordone ombelicale ha condotto al paradosso che il sangue del neonato contenuto in riserva nel cordone ombelicale e nella placenta venisse buttato come rifiuto ospedaliero ed alla opinione comune attuale che sostiene la “donazione” di tale sangue, lasciando passare il messaggio che tale sangue è superfluo, inutile e serve a tutti tranne che a colui che lo produce: il neonato. Tale comportamento lancia il messaggio che il neonato è un’ottima fonte di pezzi di ricambio per gli adulti e ciò mi sembra aberrante. Al contrario la miglior pratica possibile alla nascita sarebbe di lasciare il cordone ombelicale intatto ed il neonato attaccato alla sua placenta almeno fino al secondamento ed oltre.

Ultima ma non certo per importanza è la fase dell’allattamento del piccolo. Lei è un convinto e radicale sostenitore dell’allattamento al seno. Cosa serve per iniziare con il piede giusto?
Il latte materno è stato definito da una autrice “amore liquido” e concordo pienamente con tale definizione. Il latte materno è il frutto di quanto di meglio è disponibile sulla terra per la crescita del piccolo dell’uomo. Man mano che progrediscono gli studi su di esso rimaniamo sempre più sbalorditi delle sue innumerevoli funzioni. Per iniziare col piede giusto occorre essere disponibili ad allattare. Dedicarsi a curare l’attaccamento del piccolo al seno tutte le volte che lo richiede ma anche tutte le volte che la mamma ritiene di dover dare il seno. Spesso nei primi giorni dal parto il piccolo può apparire svogliato o sonnolento in questi casi è importante che la mamma sia figura attiva e sia propensa a dare il seno al piccolo anche svegliandolo se occorre, ovviamente con la massima dolcezza. Al contrario se è il piccolo a richiederlo non si dovrebbe attendere che si manifestino segnali tardivi di disagio come il pianto ma soddisfare subito quelli che sono bisogni primari del neonato come la sete o la fame, dando il seno prima possibile. Più spesso la ghiandola mammaria viene stimolata e maggiore è la produzione di latte dal momento che essa avviene continuamente mentre l’accumulo nel seno la inibisce. Possono presentarsi delle difficoltà durante l’allattamento ed in tal senso è importante l’opera di sostegno prima di tutto del personale sanitario che si occupa della diade mamma-figlio e successivamente della famiglia e della cerchia di amicizie. I messaggi che arrivano nella realtà quotidiana alla neomamme sono invece spesso dettati da logiche economiche di vera e propria corruzione o da ignoranza ed i risultati in termini di mancato allattamento al seno sono catastrofici per la salute del neonato, della mamma e della società intera. Comunque esiste l’opera lodevolissima di tante mamme che singolarmente o raccolte in associazione dopo avere vissuto una edificante esperienza di allattamento e dopo essersi documentata e formate attingendo alle pubblicazioni dell’UNICEF e dell’OMS, sostengono efficacemente le neomamme che ad esse si rivolgono. Una fra tutte, l’associazione di cui mi fido di più è la Leche League.
Concludendo citiamo i tre insegnamenti principali che ci vengono dalla Vergine-Madre : 1) Che non esiste distinzione tra Spirito e Materia; anche per la Fisica, l’Energia è sinonimo di Materia. 2) La responsabilità della donna nella società e nel mondo. 3) L’importanza dell’educazione dei fanciulli prima della nascita ; i nostri figli non sono nostri, ma sono figli del Sole, figli della Luce, figli del Divino; sta a noi la responsabilità di preparare loro un corpo forte, una famiglia equilibrata, un ambiente sano e un mondo in pace….che siano di guida per noi che dobbiamo pretendere di riprenderci il diritto alla maternità.
Un ringraziamento anche alla figura dei nonni.: La poesia di nonno Antonio Robusti a tutti i nipoti.

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