Gli Esami della Gravidanza

Gli Esami della Gravidanza_Justina Martie_Vicenzaingreen
Mar 09 2017

Gli Esami della Gravidanza

Gli esami della gravidanza

Ecco che quando quel test segna due striscioline o trovi scritto “incinta” con affianco uno simpatico smile, una serie di pensieri invadono la tua mente, accompagnati da un turbinio di emozioni e stati d’animo: felicità, ansie, gioia, paure, dubbi, speranze,…

La gravidanza rappresenta per la donna e per la coppia l’avvio di un cammino meraviglioso fatto di alti e bassi, caratterizzato da grandi cambiamenti e durante questo percorso è bene rispettare tempi ben precisi al fine di vivere questo momento con il minor numero di preoccupazioni e sicuri che la gravidanza stia evolvendo nei migliori dei modi .

Con questo articolo vorrei aiutarvi a capire alcune di quelle sigle e nomi che trovate quando leggete le vostre analisi del sangue, quelle cifre che trovate a fianco, gli asterischi e gli intervalli numerici.

Ovviamente quella che segue è una lista di esami che generalmente vengono prescritti durante il percorso della gravidanza ma questa traccia non sostituisce l’interpretazione dei risultati che può effettuare il medico o l’ostetrica, in quanto spesso una corretta diagnosi si basa sul mettere in relazione i risultati e non sul semplice confronto tra valore e intervallo di normalità.

Una delle prime cose da fare è recarsi dal proprio ginecologo per farsi prescrivere gli esami della gravidanza e le tre ecografie che secondo il decreto ministeriale del 10 settembre 1998 sono gratuite.Ecografia_Justina Martie_Vicenzaingreen

Gli esami che vengono prescritti in gravidanza hanno un obiettivo ben preciso: consentono di individuare precocemente una patologia dannosa per madre e/o feto, in modo da poter agire tempestivamente.

Gli esami vi verranno prescritti e dovranno essere eseguiti in determinate settimane gestazionali (s.g.), altri sarebbe bene eseguirli in un periodo preconcezionale quindi quel periodo in cui si sta programmando una gravidanza, se invece la gravidanza non è stata programmata, nessun problema…potrete eseguirli nel primo trimestre. Alcuni esami vengono ripetuti periodicamente (se necessario), altri li eseguirete solo all’inizio, altri ancora solo verso la fine della gravidanza.

Il decreto citato poc’anzi elenca una serie di esami  che il medico può prescrivere nel periodo preconcezionale per la donna, per l’uomo e per la coppia:

  • Gruppo sanguigno e il fattore Rh: questo è un esame per la coppia e determina il gruppo sanguigno di madre e padre che può essere A, B, o 0 e il fattore Rh che può essere negativo o positivo. Se negativo è richiesto il test di Coombs indiretto.
  • Test di Coombs: serve ad individuare quei casi ormai rari in cui la madre Rh negativa ha prodotto, nella gravidanza precedente, anticorpi contro i globuli rossi Rh positivi che potrebbero danneggiare i globuli rossi del feto della gravidanza in corso, se questo dovesse essere Rh positivo. Se il test risultasse negativo va ripetuto solo su indicazione medica ma tutta via ripetuto alla 34a-36ag.
  • Rubeo test (virus rosolia anticorpi -Ig G, Ig M-): cerca la presenza di anticorpi contro la rosolia. Se negativo, quindi non c’è la presenza di anticorpi anti rosolia significa che la donna non è protetta e c’è il rischio di infezione durante la gravidanza con possibilità di esiti negativi per il feto. Dovrà quindi evitare individui malati o a rischio (come i bambini di età prescolare). In caso contrario si dice che la donna è immunizzata e che quindi ha già contratto almeno una volta nella vita la malattia.

Questo test va eseguito prima della gravidanza o all’inizio di questa, se negativo va ripetuto a 17a settimana. (Eseguirlo in epoca preconcezionale consente di effettuare un vaccino in caso di recettività).

  • Toxo test (toxoplasma anticorpi): cerca la presenza di anticorpi contro il toxoplasma. Se negativo, quindi in assenza di anticorpi anti toxoplasma, vuol dire che la donna non è protetta e, come nel caso precedente, c’è il rischio di infezione fetale.

La prevenzione si basa sul rispetto di precise norme igieniche alimentari che prevedono: la perfetta cottura delle carni; sconsigliano il consumo di uova crude e di preparati che le contengano (tiramisù,  maionese,…); il lavaggio corretto di frutta e verdura se consumata cruda; se vi sono gatti in casa, delegare la pulizia della lettiera ad altri.

Se il test risultasse negativo va ripetuto ogni 4-5 settimane fino al termine.

  • Emocromo: consiste in un esame capace di fornire numerose e utili informazioni sullo stato di salute generale di una persona. Valuta diversi parametri relativi alle principali componenti del sangue, tra cui: globuli rossi, globuli bianchi, piastrine ed emoglobina.

Per quanto riguarda i globuli bianchi in gravidanza e normale osservare un leggero aumento, viceversa si ha un lieve calo dei globuli rossi. Per quanto concerne i valori dell’emoglobina sono considerati normali valori compresi tra 12 e 16; tutte le condizioni che determinano un calo di emoglobina sono da associarsi ad uno stato anemico. Durante il procedere della gravidanza è normale osservare un lieve calo di emoglobina, fino a valori di 10 g/dl.

Questo esame viene eseguito una volta a trimestre, salvo particolari indicazioni mediche.

  • Anticorpi anti HIV: cerca la presenza di anticorpi contro il virus dell’AIDS. Se la donna risultasse positiva al test si procede con l’attuazione di terapie mirate necessarie a ridurre la possibilità di contagio da madre a figlio.

L’esame va effettuato prima o all’inizio della gravidanza e ripetuto al 3o trimestre.

  • Ig antitreponema (TPHA/ VDRL): valuta l’assenza della sifilide, una malattia che si trasmette per via sessuale. Se non curata può causare danni al neonato. La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici che si possono assumere anche in gravidanza.

Se il test eseguito a inizio gravidanza, risultasse negativo va ripetuto nel 3o trimestre.

Test genetico Vicenzaingreen.Gli esami appena elencati se non sono stati eseguiti in epoca preconcezionale possono essere prescritti alla prima visita in gravidanza, preferibilmente entro la 13a s.g. ai quali si aggiungeranno:

  • Aspartato aminotransferasi (AST/GOT) e alanina aminotransferasi (ALT/GPT) : entrambi sono presenti soprattutto nel fegato e solo in tracce nel sangue, ma in caso di danni epatici la loro concentrazione nel torrente circolatorio aumenta in modo significativo.
  • Glicemia (glucosio): valuta la quantità di zucchero presente nel sangue serve ad individuare un’eventuale presenza di diabete pregravidico, che potrebbe aumentare il rischio di complicazioni materno-fetali. Anomalie di questo valore prevedono successivamente controlli dettagliati.
  • Esame urine: rileva le sostanze presenti nelle urine ed eventuale batteriuria, nonché la presenza di batteri. Si ripeterà più volte nel corso della gravidanza. È richiesto un esame successivo, più specifico, l’ urocultura, se vi fosse la presenza di batteri.

Sono esami che vengono eseguiti su campioni di urina, ma è bene rispettare dei semplici passaggi nella fare di raccolta del campione:

  • Lavare le mani con acqua e sapone;
  • farsi un bidet anche con sola acqua e asciugare;
  • buttare il primo getto di urina
  • raccogliere quello successivo, direttamente nel contenitore, facendo attenzione a non toccare con le mani la parte interna;
  • chiudere il contenitore e portarlo in laboratorio.

Il contenitore lo si può ritrovare in farmacia o nel laboratorio in cui si eseguiranno gli esami.

Tra la 33ª e la 37ª settimana è previsto un altro esame che cerca la presenza di epatite B, l’HBsAg: rileva la contagiosità o meno dell’epatite. In caso di positività materna si somministrano al neonato gammaglobuline e verrà anticipata alla nascita la prima vaccinazione che normalmente viene fatta al 3o mese.

Dopo la 35a settimana il medico ti potrà prescrivere l’esame per la ricerca dello streptocco B: si utilizza un bastoncino cotonato che viene messo prima in vagina e poi nel retto (per questo detto tampone vagino-rettale). Se il test risultasse positivo, per evitare il contagio al neonato è necessario che la madre a travaglio attivo avviato si sottoponga ad una terapia antibiotica e al neonato vengano effettuati dei controlli poco dopo la nascita.

Per evitare un’alterazione dei valori dell’esame è bene ricordarsi queste piccole regole:

  • la mattina dell’esame fare un bidet con acqua tiepida;
  • non fare irrigazioni;
  • non fare terapie locali con creme e/o ovuli;
  • interrompere terapie antibiotiche 24 ore prima dell’esame,
  • non aver rapporti sessuali nelle 48 ore precedenti.

Ogni laboratorio ha un impaginazione diversa ma a grandi linee sono simili tra loro: nell’intestazione si trovano il nome della paziente e le sue generalità; si trova poi scritta la data del prelievo e quella cui sono stati stampati gli esami. Ci sono poi generalmente tre colonne che corrispondo al tipo di esame, ai risultati (con l’unità di misura corrispondente) e l’ultima colonna in cui si osservano gli intervalli di riferimento.

In merito a quest’ultima colonna va fatta una precisazione: lo stato gravidico determina una variazione dei livelli ematici di alcune sostanze quindi valori di riferimento che sono normali fuori dalla gravidanza potrebbero essere alterati tenendo presente dello stato della paziente. Questo è uno dei motivi per il quale l’interpretazione dei risultati deve essere fatta da qualcuno di competente.

Quando un valore della colonna dei risultati non rientra nell’intervallo di normalità, è ormai uso comune di tutti i laboratori contrassegnare tale valore con un asterisco (*). La presenza di questo simbolo non deve sempre essere motivo di preoccupazione, perché come dicevo anche prima, i valori di riferimento non sempre sono compatibili con la gravidanza. Poi è da considerare che anche un semplice raffreddore può essere causa di un’ alterazione dei valori, o il fatto di non essere a digiuno al momento del prelievo.

Quindi ricordatevi sempre che i risultati non vanno semplicemente letti ma interpretati.

L’articolo è stato redatto dalla Dott.ssa Ostetrica Justina Martie

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