Il colesterolo. A cura della Dott.ssa Giambelli Federica, Biologa nutrizionista.

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Gen 09 2017

Il colesterolo. A cura della Dott.ssa Giambelli Federica, Biologa nutrizionista.

Colesterolo e Prevenzione VicenzaingreenQuesta volta torniamo a parlare di grassi, e più precisamente di colesterolo.

Il colesterolo è un grasso presente nel sangue, in gran parte prodotto dall’organismo e in minima parte introdotto con la dieta. Si ritrova nel sangue sotto forma di ”colesterolo buono” (HDL) e “colesterolo cattivo” (LDL). L’eccesso di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia), in particolare di colesterolo LDL, rappresenta uno dei principali fattori di rischio perle malattie cardiovascolari, che sono la maggiore causa di morte nei paesi occidentali.
L’aumento della colesterolemia non è esclusivo del soggetto adulto: può verificarsi per motivi genetici anche in bambini piccoli, per cui nelle famiglie con ipercolesterolemia è sempre opportuno valutare il tasso di colesterolo anche nei bambini. Un corretto stile alimentare e di vita può essere di grande aiuto nel controllare i valori di colesterolo LDL entro i limiti di norma. I cardini della terapia nutrizionale sono rappresentati dalla normalizzazione del peso corporeo, da un basso apporto di grassi saturi (meno del 7% dell’energia totale, pari a circa 12-18 grammi al giorno) e di colesterolo (meno di 250 mg al giorno) e dall’inserimento di alimenti ad effetti ipocolesterolemizzante.
Nelle forme più lievi può rappresentare l’unica terapia. Ma anche in associazione alla terapia farmacologia un’alimentazione adeguata è di grande aiuto, in quanto aumenta l’efficacia dei farmaci ipocolesterolemizzanti permettendone di ridurre la posologia e gli eventuali effetti indesiderati.
L’attività fisica sembra in grado di aumentare il colesterolo HDL.
Il colesterolo è utile: è fondamentale per il nostro organismo, interviene nella formazione e nella riparazione delle membrane cellulari. È il precursore della vitamina D, degli ormoni steroidei e degli ormoni sessuali, è contenuto nell’emoglobina oltre ad essere il precursore dei sali biliari. Il nostro organismo ne può fare a meno? No, ma questo non significa che si debba assumerne quantità eccessive con la dieta, anzi occorre tenere il livello di assunzione giornaliera sotto controllo con una equilibrata e variata alimentazione.
Il colesterolo è “protagonista” di una serie di verità e leggende che si tramandano di generazione in generazione, e che sono state successivamente smentite dai medici.
Vediamo quali sono i luoghi comuni da sfatare:

UOVA: Non è vero che le uova sono da bandire dalla tavola di chi non vuole avere un tasso di colesterolo troppo elevato, perché in realtà è soltanto il tuorlo a contenere il grasso (il consumo di albume è libero) e la lecitina contenuta nel tuorlo ha effetti favorevoli sul metabolismo del colesterolo. Importante comunque non superare le 2-3 uova intere o tuorli a settimana (conteggiare come una porzione anche l’assunzione di pasta all’uovo o prodotti da forno contenenti uova).

 

FORMAGGI: Non è vero che latticini e formaggi debbono essere eliminati, ma solo consumati nelle corrette quantità e frequenza. Con la loro eliminazione rinunciamo ad un ottimo apporto di calcio, proteine nobili e molte vitamine, in particolare quelle del gruppo B e la A. La porzione raccomandabile nei ragazzi e negli adulti è di 50 grammi di formaggio stagionato o di 70-100 grammi di formaggio fresco, porzione che consente di contenere l’apporto in colesterolo e grassi saturi, sino a due volte alla settimana. Nei bambini la porzione è di 25-40 grammi per i formaggi stagionati e di 50-60 grammi per i formaggi freschi.

 

INSACCATI: Il tenore in grassi saturi e colesterolo dei salumi italiani si è abbassato negli ultimi anni e pertanto anche essi possono essere consumati nelle corrette quantità e frequenza.
VINO: E’ vero che fa bene al colesterolo. Il vino rosso, infatti, agisce sull’attività del fegato stimolando la produzione di colesterolo “buono”. Questo vale però se viene assunto in minime quantità: mezzo bicchiere a pasto per la donna e un bicchiere a pasto per l’uomo (se non si è a dieta ipocalorica per calare di peso o non ci sono naturalmente patologie che ne vietano l’uso). Se assunto in quantità superiori l’effetto svanisce e può invece determinare un aumento dei trigliceridi nel sangue.

CONSIGLIATI:
• Pane, pasta e riso integrali; avena, orzo, farro.
• Legumi da 2 a 4 volte alla settimana, dei quali almeno una volta soia o lupini.
• Pesce almeno 2-3 volte a settimana (molluschi e crostacei non più di una volta a settimana).
• Carne sia rossa che bianca a patto che provenga da un taglio magro e che sia privata del grasso visibile. Pollame senza pelle.
• Latte scremato o parzialmente scremato o yogurt a bassa percentuale di grassi, tra i formaggi preferire quelli semimagri (ricotta vaccina, mozzarella, scamorza, feta).
• Oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi come l’olio extravergine d’oliva, l’olio di riso o l’olio di semi (soia, girasole, mais).
• Consumare almeno 2-3 porzioni di verdura e 2 porzioni di frutta al giorno (che riducono la somma calorica quotidiana e contribuiscono con le loro vitamine e gli antiossidanti a ridurre il rischio cardiovascolare globale).

DA EVITARE:
• Grassi animali: burro, lardo, strutto, panna.
• Oli vegetali saturi: palma, cocco.
• Pane confezionato con burro o strutto.
• Pasta all’uovo o prodotti da forno confezionati con uova (da considerare nel numero di porzioni settimanali di uova).
• Frattaglie (fegato, cervello, reni), insaccati ad elevato tenore in grassi saturi, parti grasse delle carni.
• Latte intero o condensato, yogurt intero, formaggi ad elevato tenore in grassi saturi e colesterolo.
• Ostriche, caviale, pesce sott’olio.
• Avocado, noci di cocco.
• Bevande alcoliche (soprattutto nei casi di ipercolesterolemia associata ad ipertrigliceridemia).
Regole comportamentali

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